Eventi Del Sebino 2018-19

Venerdì 1 febbraio 2018

"Quando il Baccalà diventa poesia"

Una serata dedicata agli ospiti, a coloro che, pur non kiwaniani,
non fanno mai mancare la loro presenza, la loro amicizia condividendo i valori della solidarietà

 

Oratore: Tersio Schivi - enologo

Da protagonista della cucina povera a re delle ricette

Nell’immaginario collettivo il baccalà non costituisce un piatto raffinato, anche le famiglie più povere potevano permettersi un’ottima cena fatta in casa a base di tale prelibatezza.

La situazione oggi però è cambiata: oltre alle rustiche ricette, Chef di fama internazionale ne hanno inventate di nuove trasformando il baccalà in un piatto gourmet.

Noi, per onorare questo piatto, ve lo presenteremo però nella ricetta tradizionale del “popolar chef” Giovanni Cressi in due versioni: in bianco e in umido, rigorosamente con polenta bergamasca.

Ospite della serata, a parlarci dei vini della Valcalepio, l’enologo Teresio Schiavi.

Non è stato solo il momento per mangiare e bere, ma anche quello dei valori, dell’amicizia e della convivialità. Anche con persone estranee (ma non troppo) dal Kiwanis. E dove, se non intorno a una tavola imbandita, scambiare chiacchiere e consolidare relazioni?


Giovedì 13 dicembre 2018

Festa degli auguri di Natale

Bella serata nella mervigliosa location del rinnovato ristoranta "Al Tram" di Sarnico per il nostro club.

Presenti i past Governatore Giuseppe Cristaldi, il Luogotenete Mirko Osellame e la past luogotenente Anna Scarpellini. Allietati da un raffinato menù e dalla musica del Maestro Franco Pirondini direttore della Columbus Orchestra di Genova. Presenti, oltre ai soci del club anche tantissimi amici carissimi che sempre presenziano alle nostre serate.


Una panoramica della sala del ristorante "il Tram"

 

Il vice presidente Mario Dometti  ha espresso il suo grazie, non banale ma sincero, per il tempo che tanti kiwaniani dedicano agli altri, e non solo per le ore dalla loro giornata che riescono a ritagliare, ma per la qualità che a questo tempo danno. Ha poi ringraziato anche chi offre il proprio denaro con generosità. "Offrire soldi per mettere a tacere la propria coscienza è facile - ha detto Dometti -  basta averli, il denaro si ricrea. Offrire il proprio tempo è invece “un po’” più difficile"

C'è stato poi una sua riflessione sul volontariato che riportiamo.

"È ormai conclamato: oggi le persone “non abbiano più tempo. Pongo la domanda in maniera diversa e più provocatoria: ' Perché abbiamo perso il significato di tempo al punto da vivere istanti rapidissimi che ci afferrano portandoci velocemente con loro?'.

Credo invece che dedicare parte del proprio tempo agli altri in un momento economico così complicato, sia ancor più necessario per favorire un nuovo modello di quello che oggi viene chiamato (come se la nostra lingua non possedesse abbastanza termini o sfumature lessicali per definire questa azione): “welfare”, letteralmente “prosperità, star bene” e per estensone, “stato sociale”. Un “welfare” basato però non solo su un aiuto immediato, ma soprattutto sull'inclusione sociale.  In pratica ciò che serve per avere una condizione migliore, un maggior benessere e garantire a tutti gli stessi diritti.

Chi offre gratuitamente il proprio tempo per la collettività, interpellato su quale sia il ruolo del volontariato all’interno di questo tipo di welfare, conferma la funzione di (esagerata) ”ruota di scorta” del volontariato. In un contesto di diminuzione progressiva delle risorse per il sociale, le istituzioni cercano di avvalersi, in modo forse eccessivo (esagerato), dell'apporto del volontariato per utilizzarlo al fine di contenere i costi. Il volontariato, investito da una sorta di “senso del dovere”, si “immola” a questa strumentalizzazione con il risultato di sorreggere interi settori del welfare.

La conseguenza è che, spesso dopo l’entusiasmo iniziale, a fronte di impegni e di responsabilità eccessivi, il volontario (rappresentato da chi spontaneamente ed in modo gratuito presta la sua opera a persone che necessitano di assistenza) molla la presa.

Sono soprattutto le responsabilità, anche giuridiche (chi ha avuto modo di conoscere i contnuti della riforma del 3° settore, ne sa qualcosa) che spaventano e fanno pronunciare il famoso “chi me lo fa fare” a coloro che vogliono impegnarsi in questo importante ambito sociale. È chiaro che senza un controllo costante, continuerà ad esserci crescente illegalità, gente che usa i benefici fiscali per fare i propri comodi a danno di quelle ONLUS che operano con diligenza e liceità. A mio avviso, questa riforma considerata una pietra miliare per lo sviluppo del mondo “no profit”, lancia un masso sulla maggior parte delle associazioni “serie ed impegnate”, che rischiano di essere definitivamente affossate.

Allora la domanda da fare penso sia un’altra: “Non è che la mancanza di tempo sia una scusa e nascoda timori, assenza di interessi e di volontà?”. Ognuno di noi sceglie il modo di sfruttare il suo tempo come vuole e questo è  legittimo, ci mancherebbe altro, ciò che fa la differenza è quello che io chiamo “il  fuoco  della  passione”. Senza di  questo, la normale  stanchezza  fisiologica,  le piccole  o  grandi  faide e le incomprensioni che inevitabilmente si presentano quando si lavora in gruppi eterogenei di persone, porternno ad una diminuzione di quell’impegno volontaristico che tiene ben oliati gli ingranaggi di questa enorme macchina chiamata volontariato".

Il vice presidente ha concluso formolando gli auguri di Buon Natale.

“Auguri a chi non sorride, perché lo faccia! Auguri a chi si è appena comprato il regalo che nessuno gli avrebbe mai fatto! Auguri a chi è triste, perché merita il doppio degli auguri! Auguri a coloro che non mi faranno gli auguri! Auguri a chi non aspetta Natale per essere migliore”.


Domenica 30 settembre 2018

Passaggio delle consegne fra il presidente uscente Gianfranco Cimarelli e Mario Dometti


Giovedì 28 giugno 2018:

Cena in Cascina con consegna "Legion d'Onore al socio Giacomino (Mino) Abrami


“Passaggio Generazionale”

ospite il dott. Ottavio Canfora - Private banker

Ottavio Canfora ha conseguito la Laurea in Traduzione all’Università di Ginevra ed esercita la professione di consulente patrimoniale dal 1997.

Ha acquisito specifiche competenze in campo economico, finanziario e previdenziale con la certificazione EFA nel 2003 e, negli anni successivi, con la specializzazione IRSA e la Financial Upgrade Education dell’Imperial College di Londra.

Coordina una rete di professionisti per la gestione integrata della sfera patrimoniale ed è attivo sul territorio nell’organizzazione di incontri che contribuiscono a diffondere la cultura e l’educazione finanziaria.

 

 Giovedì 5 maggio 2018

presso il ristorante “Cocca Hotel”

(a Sarnico, Via Roma)

con inizio alle ore 20.15

 

Il Presidente

Dott. Gianfranco Cimarelli

 

Quota individuale di partecipazione € 35,00.

 

Per motivi organizzativi si prega di dare conferma della propria presenza, entro martedì 24 aprile 2018 ai numeri:

 338 2313052 (dott. Cimarelli)

328 9099028  - 035.911161 (Carmen)

oppure inviare una e-mail a:

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COMMEDIA DIALETTALE A FAVORE DEL

SERVICE DEL CLUB DEL SEBINO

COMPAGNA CRAZY COMPANY FOR DON JOHN DI SARNICO

Sabato 12 maggio ore 21.00

TEATRO ORATORIO DI GANDOSSO

COMMEDIA DIALETTALE

TAL E QUAL

Testo e regia di Mario Dometti

Informazioni aggiuntive